Cupramontana, capitale del Verdicchio

Un po' di cenni storici

La fondazione di Cupramontana risale ai secoli VI-V a.C. ed ebbe il nome da un tempio che vi sorgeva, dedicato alla Dea Cupra.
Ricordata da Plinio il Vecchio e Tolomeo tra le antiche città del Piceno, in età augustea, fu importante municipio romano.
Fu devastata durante la guerra greco-gotica e poi abbandonata, ma le sue rovine vennero utilizzate poi per la costruzione di un luogo fortificato. In seguito, a poca distanza, sorse un castello su un luogo più elevato a cui fu dato il nome di Massaccio (letteralmente Massa di Accio) e dal VII secolo venne a far parte del ducato longobardico di Spoleto.
Dal secolo XIII confluì nel contado di Jesi divenendone il suo centro più importante. Nel corso degli anni subì occupazioni e saccheggi al quale seguì un lungo periodo di pace in cui vi furono un forte impulso demografico e una notevole crescita culturale.
Attraverso il rinvenimento di una lapide si scoprì che nei pressi del Massaccio venne riconosciuto il luogo in cui sorgeva l’antica Cupramontana e nel 1861 Vittorio Emanuele III concesse agli abitanti del paese di riappropriarsi del loro nome antico, e fu così che Massaccio tornò ad essere chiamato Cupramontana.
A dominio della Piazza Cavour troviamo il Palazzo Comunale, costruito su disegno dell’architetto cuprense Mattia Capponi in stile neoclassico con torre civica a vela. All’interno dell’edificio troviamo la Sala Consiliare, adibita anche ad utilizzo per incontri e convegni di interesse pubblico, e la sede della Biblioteca Comunale istituita nel 1872 con i fondi dell’Eremo delle Grotte.
Altri luoghi storici e di attrazione turistica possono essere Le Cave, visitabili solo in certi periodi, e l’Acquedotto Romano, purtroppo al momento non visitabile, rinvenuti e curati dall’associazione cuprense Archeoclub.
Facente parte del paese è anche la frazione denominata Poggio Cupro, che conserva intatto l’assetto urbano del Castello medievale e delle mura di cinta.

Cupramontana
Palazzo comunale
Poggio Cupro

Luoghi di culto ed attività religiose

L’intera frazione di Poggio Cupro è raccolta intorno alla chiesa di San Salvatore, con un’unica porta di entrata che insieme all’assetto interno delle abitazioni e delle strette vie gli hanno lasciato un aspetto inconfondibile e quanto mai caratteristico.
Sempre nelle periferie del paese troviamo poi altri luoghi di culto, immersi nel verde e nella natura.
Uno di questi è il rinomato Eremo dei Frati Bianchi, fondato nell’XI secolo da San Romualdo, padre della Congregazione dei Frati Camaldolesi. Originariamente non vi era una chiesa, ricavata solo intorno al 1500, ma gli eremiti prima e i frati poi vivevano all’interno di grotte scavate nella roccia e ad oggi visitabili. Si può raggiungere l’Eremo tramite una breve (o più lunga tramite un percorso organizzato a più tappe di 12 km) passeggiata; e costituisce una delle testimonianze più importanti di insediamento religioso alle origini del Cristianesimo nelle Marche e in Europa.
Da qui poi possiamo spostarci alla cosiddetta “Romitella delle Mandriole”, o meglio conosciuta come “Frati Neri” (a seconda della veste dei frati religiosi). Stiamo parlando della chiesa di San Giacomo della Romita, priorato monastico camaldolese anteriore al secolo XIII.
Sita in contrada Badia Colli poi potremo ammirare l’Abbazia del Beato Angelo; complesso monastico camaldolese fondato intorno agli anni 1000, attribuito anch’esso a San Romualdo. Formato da strutture romanico-gotiche e interamente ristrutturato, non restano tracce della chiesa anticamente costruita ma all’interno sono custoditi tele e corpo del martire Beato Angelo Urbani.
Spostandoci all’interno del centro storico infine possiamo ammirare le due chiese più note e frequentate: la Chiesa di San Lorenzo, realizzata su disegno di Mattia Capponi nel 1700 ed esempio di architettura neoclassica con l’interno ritmato da colonne con capitelli corinzi e abside arricchita di rosoni a stucco, e la Chiesa di San Leonardo (purtroppo ad oggi non agibile a causa degli eventi sismici di notevole entità che hanno colpito il territorio negli ultimi anni), edificata su disegno di Moriconi che conserva all’interno il Paliotto d’altare di colui che viene definito il “Raffaello delle fogliarelle” (Andrea Scoccianti).
Ad ultimo, ubicato all’interno delle mura del Castello troviamo il Monastero femminile di Santa Caterina, di cui vennero scoperti alla fine del 1800 dei passaggi segreti che collegavano l’attuale e l’antico monastero di Santa Caterina fuori le mura, costruiti per dar modo alle religiose di mettersi al sicuro dentro il castello.
Eremo dei Frati Bianchi
chiesa di San Giacomo della Romita
chiesa di San Salvatore
Chiesa di San Leonardo
Abbazia del Beato Angelo
Infiorata
Oggi, all’interno della comunità cuprense, vengono svolte molte attività religiose, ideate e supportate da parroci volenterosi e catechiste attive nella promozione della fede anche tra i più giovani. Ed è così allora che eventi della stagione primaverile acquisiscono grande affluenza della popolazione, come ad esempio il tradizionale pellegrinaggio alla Madonna della Grotta, vissuto come occasione per pregare insieme e fare sport trascorrendo una giornata all’insegna dell’allegria e del buonumore, o l’annuale Infiorata del Corpus Domini che anche tramite le scuole coinvolge gli studenti e gli abitanti delle vie del centro storico mobilitandoli non solo il giorno stesso dell’evento ma anche nella preparazione con la raccolta dei fiori che verranno poi posizionati a terra e nell’ideazione dei disegni da realizzare e “colorare” in un tripudio di fiori, profumi e colori che restano intatti fino a sera per essere ammirati e fotografati.
D’inverno poi, è possibile ammirare il tradizionale Presepe vivente organizzato per le vie della “Piazzetta” (zona centro storico) da figuranti di tutte le età che cercano di coinvolgere gli osservatori incuriositi dalle attività che questi stanno svolgendo o attratti dal calore che è sprigionato dai focolai alimentati dai pastori.

Eventi e attività ludiche

A Cupramontana, con la bella stagione in particolar modo, non c’è solo tanto da vedere ma anche molto da fare nelle serate organizzate e attività programmate.
Tra le attività ludiche ci sono molte attività organizzate per i bambini, che si ritrovano nei così denominati Magazzini dell’Abbondanza per giocare e divertirsi insieme. Durante il periodo di Ferragosto poi il comune attrezza la Piazzetta con delle piscine per grandi e piccini munite anche di assistenza da parte di un bagnino.
La sala adibita alle mostre è quella intitolata a Raul Bartoli, personaggio molto caro al Paese insieme a Luigi Bartolini, originario di Cupramontana e autore del romanzo “Ladri di biciclette” da cui venne tratto l’omonimo film di Vittorio de Sica.
Sia Cupramontana che Poggio Cupro sono forniti di luoghi di incontro quali i rispettivi circoli cittadini e numerose locations, all’aria aperta e non, in cui praticare sport quali calcio, tennis, scuole di danza e corsi di piscina, e il bellissimo campo da baseball che ogni estate ospita competizioni regionali e nazionali.
A Cupra poi appassionati di scacchi si riuniscono in un’associazione per partecipare alle competizioni della zona o soltanto per praticare e sviluppare una passione che li accomuna.
Tutto questo, oltre ad essere praticato ogni giorno, viene enfatizzato e celebrato con due massimi eventi estivi: la Festa dello Sport e la Notte del Verdicchio.
Notte del Verdicchio
Sagra dell'Uva
Sagra dell'Uva
Come è ben noto, a Cupra molti eventi ruotano intorno al suo fiore all’occhiello: il Verdicchio appunto.
Prodotto nelle cantine e nei vitigni della zona, si tratta di un vino bianco coltivato nelle campagne marchigiane. Esiste poi una distinzione tra Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica.
Non a caso dunque Cupramontana è denominata la “Capitale del Verdicchio”! E perfino attività come la vendemmia trovano molto sostegno e partecipazione non solo dai produttori ma anche da parte dei giovani che in un certo modo non sono più soltanto consumatori del prodotto ma diventano coinvolti anche nella messa in atto e produzione vera e propria.
Tant’è che l’evento culmine dell’anno, quello che tutti attendono con ansia nonostante segni la fine della calda stagione, è la Sagra dell’Uva; festa che fu originariamente ideata nel 1928 e da allora prosegue la sua tradizione. Ogni anno, il primo fine settimana di ottobre (dal giovedì alla domenica) si svolge riempiendo la piazza ed il paese di colori, profumi ed allegria. Le associazioni cuprensi si adoperano dai mesi precedenti nella costruzione di stands, le cosiddette “cappanne”, realizzate con canne e steli per riprendere quanto più possibile la tradizione antica. Questi luoghi di ristoro per cuprensi e turisti circondano l’area comunale ed occupano la piazza in tutta la sua interezza. Uniti a questi ci sono bancarelle di oggettistica, venditori ambulanti di prodotti tipici di altre zone, e giochi per bambini come gonfiabili o autoscontri.
Ogni sera dei musicisti e cantanti allietano l’atmosfera con concerti ed esecuzioni dal vivo; molti nomi noti si sono susseguiti negli anni, cercando nelle varie serate di accontentare i gusti di più generazioni e appassionati di stili musicali differenti.
Si arriva poi alla domenica pomeriggio, giornata finale della festa, centralizzata sull’arrivo e sulla sfilata dei carri allegorici. Sono cinque attualmente e sono suddivisi in base alle contrade cuprensi, in competizione tra loro con scenette e allestimenti del carro incentrati totalmente sull’uva e sul Verdicchio, sulla sua storia e sulle attività e novità cuprensi succedutesi nel corso dell’anno, spesso con riferimenti satirici e umoristici nei confronti delle posizioni dirigenti o figure di spicco della popolazione.

Festival del folclore
Salto nel medioevo
Salto nel medioevo

Nel mese di maggio invece, come avviene in tutte le regioni italiane, molte cantine aderiscono al progetto Cantine Aperte, così che i produttori aprono le porte dei loro regni a curiosi e appassionati di buon vino, per chi è alla scoperta di nuovi sapori, di fragranze insolite o di semplice convivialità da condividere con le persone care di fronte ad un calice di vino, possibilmente Verdicchio.
A fine maggio poi ricorre il Santo Patrono di Cupramontana, nominato Sant’Eleuterio, e questa si rivela una nuova occasione di fare festa nel paese: viene realizzato il tradizionale Palio di Sant’Eleuterio, con la corsa delle botti spinte da giovani muscolosi che si danno il cambio all’interno della contrada la quale rappresentano in varie tappe durante il tragitto, e a prescindere dall’esito della gara la festa termina con il cosiddetto “terzo tempo”, ovvero l’offerta delle ormai tradizionali “pennette in piazza”.
Addentrandoci nella bella e calda stagione poi, ad agosto, si tiene per circa una settimana il Festival del Folclore che oltre a coinvolgere il Gruppo Folcloristico di Cupramontana “Massaccio” nel ballo del Saltarello, offre ospitalità e sede per uno show di musica, balli e tradizioni popolari esibite da gruppi folcloristici provenienti da tutto il mondo.
All’inizio di settembre poi, per avvicinarci alla conclusione dell’estate, nel “castello” di Poggio Cupro viene realizzata l’annuale Salto nel medioevo con cibi tradizionali riproposti e figuranti vestiti con costumi d’epoca.

Tipicità, associazioni e altre attività

Cupramontana, come gran parte delle Marche, è immersa nel verde e gode il privilegio di viste mozzafiato con un panorama collinare.
Per gli amanti delle passeggiate e dell’ambiente infatti, è abitudine mettersi in cammino di buon’ora il sabato mattina organizzando dei gruppi attrezzati e partire alla scoperta di un nuovo percorso all’interno della natura.
Ci sono poi tre itinerari segnalati all’interno del progetto “Vivere il territorio – percorsi tra arte, natura, storia e salute” che possono essere percorsi a piedi o in bicicletta, e sono suddivisi per colore in base alle aree e zone di interesse del partecipante: quello giallo ricopre la zona di San Marco, quello verde passa per la contrada San Michele mentre quello blu arriva all’Eremo dei Frati Bianchi.
Sempre per chi ama il verde e vuole rifarsi gli occhi (d’estate il bar aperto offre occasione di rifarsi anche il palato), occorre indubbiamente fare una passeggiata nei pressi del Parco Colle Elisa, zona comunale che dispone di campi da tennis e da calcio, parco-giochi per bambini, sede di feste e manifestazioni soprattutto estive o semplice luogo di ritrovo per due chiacchiere in compagnia, seduti su una panchina all’interno del parco.
A lato dell’ospedale di Cupramontana poi, si può ammirare tutta la zona circostante, denominata Vallesina dal fiume che scorre nei suoi antri, tramite una zona di belvedere con una terrazza e un cannocchiale posizionato in maniera strategica per godere di visuali mozzafiato, specialmente in particolari momenti della giornata.

In ultimo, ma non per importanza, parliamo dell’Ufficio Turistico di Cupramontana. Non si tratta di un semplice Infopoint, ma al contrario è ubicato all’interno della sede del MIG | Musei In Grotta. Stiamo parlando di un complesso formato da più elementi e situato all’interno delle antiche Grotte del Monastero di Santa Caterina, da pochi anni ristrutturate.
All’interno di questi edifici che una volta fungevano da cantine in parte di proprietà del convento e in parte venivano affittate a dei privati, si può trovare l’Horto dei Semplici, curato e ricreato secondo i ritrovamenti storici di orti e giardini botanici antichi, il famoso Museo dell’Etichetta e l’Enocupra, sede di eventi e manifestazioni legate al vino, alla sua storia e alla sua tradizione.
Il museo è poliedrico e sempre in mutamento, tant’è che ogni anno al suo interno vengono esposte le bottiglie (con tanto di etichette) partecipanti al Premio Nazionale Etichetta D’Oro, che coinvolge e mette a confronto la creatività di aziende vinicole, oleifici e birrifici a livello nazionale, valutati da una giuria esperta e polivalente, formata da tante voci differenti.

Musei In Grotta
Musei In Grotta
Musei In Grotta
Musei In Grotta
Musei In Grotta
Musei In Grotta

Cupramontana è troppo accogliente e densa di attività da pensare di poter fare tutto in giornata: occorre fermarsi per più giorni e alloggiare in uno dei tanti B&B della zona, per la maggior parte muniti di piscina e di tutti i comfort che l’ospite richiede. Ciò che è bello di queste strutture ricettive poi è che gli albergatori collaborano tra di loro, per offrire il servizio migliore, e sono riuniti all’interno dell’associazione Cupramontana-Accoglie, indice dell’effettiva buona accoglienza del paese e dei suoi abitanti.
L’associazione, così come l’Ufficio Turistico, dispone di un proprio sito web e una pagina Facebook in cui vengono promossi eventi, incontri e qualsiasi aggiornamento venga attuato sul calendario delle attività, in modo che possa essere visibile a chiunque anche comodamente dal divano di casa propria.
E infine, un’altra delle associazioni cuprensi, partner anch’essa del MIG|Musei In Grotta, è quella denominata “Strada del Gusto”, che coinvolge il paese facendo leva non solo sul suo prodotto di spicco quale il Verdicchio ma anche su tante altre tipicità enogastronomiche della zona. Perchè sì, a Cupramontana perfino il cibo narra la storia del paese e venendo a trovarci potrete assaggiare dei piatti sublimi: citandone alcuni troverete i vincisgrassi, il coniglio in porchetta, il “ciauscolo”, la polenta, le tagliatelle fatte a mano con ragù di papera, il pane fatto in casa secondo la tradizione delle massaie, per arrivare poi alla lavorazione e produzione dell’Olio extravergine di oliva.

Insomma, tutti in marcia verso Cupramontana, alla scoperta di un paese a 5 stelle!