Eremi & Monasteri

Il complesso di San Giuseppe delle Grotte è attorniato dal bosco dei frati bianchi, che attribuisce il nome all’eremo comunemente conosciuto dai paesani.
E' un'area floristica protetta di circa 20 ettari, attraversata da un ruscello detto anticamente Fossato del Corvo. La vegetazione boschiva, favorita da un particolare microclima, è importante per il suo carattere relittuale e consta di numerose specie rare o vistose (ontano nero, capelvenere, giglio rosso, arisaro codato, orchidea piramidale, ecc.).
Priorato monastico camaldolese anteriore al sec. XIII, viene denominato "Romitella delle Mandriole".
I Francescani subentrarono ai Camaldolesi nel 1452 e rifabbricarono la chiesa agli inizi del Cinquecento, decorandola con una pala d'altare in terracotta invetriata (1529) di Bottega Robbiana (probabilmente Giovanni della Robbia) attribuita però anche a Pier Paolo Agabiti (1465 c. - 1540c.).
L'attuale chiesa, ricostruita dal 1782 al 1793, è dovuta al disegno di D. Apollonio Tucchi (1730-1802) monaco camaldolese dell'Eremo delle Grotte, all’interno della quale vi si conserva il corpo del B. Giovanni Righi da Fabriano, morto nel 1539.