Cupramontana, capitale del Verdicchio

Situato nel cuore delle Regione Marche a 505 metri sul livello del mare, Cupramontana è il luogo ideale per un soggiorno rilassante, buon cibo e buon vino, per una vacanza attiva, sportiva o culturale.

Centro Storico

Palazzo del Comune

La postazione ideale per ammirare il luogo iconico di Cupramontana, il Palazzo Comunale, è alla fine di Piazza Cavour. Chiunque percorra la salita che porta alla piazza principale, o meglio chiunque riproponga il rito di “andare su’ piazza” tanto amato dai cuprensi, si rende conto della mole del palazzo del Municipio. L’importanza della piazza è aumentata con l’apertura di Porta Nova che, sostituendosi a Porta Vecchia diventò la via d’accesso principale al borgo, e la costruzione del Palazzo Comunale, iniziato nel settembre del 1777.
Questo edificio, che prima era chiamato Palazzo del Maestrato, in quanto sede dei Priori, fu costruito su disegno dell’architetto Mattia Capponi (1720-1803), nome legato anche a altre opere della cittadina. In stile neoclassico con torre civica a vela, l’edificio domina con la sua facciata il centro cittadino.


Piazza IV Novembre

La parte più centrale di Cupramontana, Piazza IV Novembre, è l’unica parte ad aver subito una modifica totale molti anni dopo i grandi cambiamenti architettonici che iniziarono nel 1770. Fino al 1938, infatti, questa piazza era occupata da una ragnatela intricata di vicoli strettissimi con condizioni igieniche alquanto precarie. Il problema del risanamento igienico fu sentito fin dalla fine dell’Ottocento, ma fu soltanto a partire dal 1938 che i lavori di abbattimento degli edifici iniziarono prolungandosi fino ai primi anni Settanta. In memoria di questo assetto originale della piazza, oggi è possibile ammirare il perimetro degli antichi edifici, ivi compresa una piccola chiesa, resa con colore più chiaro rispetto a quello della pavimentazione della piazza stessa. E per i più curiosi, un pannello esplicativo riporta anche alcune foto originali di pochi anni prima della demolizione.

Chiesa San Leonardo

Il luogo su cui sorge la Chiesa di San Leonardo, costruita nel 1760, su disegno dell’architetto Cristoforo Moriconi (1722-1805), coincide con quello della prima chiesa costruita all’interno delle mura castellane nel 1151, come succursale della ormai decaduta Pieve di Sant’Eleuterio. La facciata della Chiesa di San Leonardo, a due ordini, si è mostrata in tutto il suo splendore a seguito della demolizione delle case presenti in piazza IV Novembre. Le quattro statue poste nelle nicchie del prospetto principale raffigurano la Vergine con il Bambino, San’Andrea da Avellino, Sant’Eleuterio e San Leonardo.


Chiesa San Lorenzo

Originariamente la Chiesa di San Lorenzo nacque nel luogo occupato dal monastero di Santa Caterina quale succursale della Chiesa di Santa Maria d’Alvareto, e fu l’architetto cuprense Mattia Capponi a realizzare la nuova chiesa dal 1770 al 1787.
La Chiesa, a navata unica, ha il suo ingresso principale a lato della porta San Lorenzo che, con la sua costruzione, segnò la fine definitiva dell’utilizzo difensivo delle mura castellane. L’architettura della Chiesa è in perfetto stile neoclassico, e degni di nota sono la pala d’altare raffigurante il Martirio di San Lorenzo, dipinta da Francesco Appiani (1704-1792) e le due tele di Pietro Locatelli (1640-1710): il Martirio del Beato Angelo da Massaccio e l’altra con Santa Lucia, San Pier Damiani e un martire soldato, datata 1660.


Acquedotto Romano

 

In un intricato susseguirsi di vicende storiche che hanno cambiato anche l’aspetto del centro storico cuprense, c’è un elemento che è rimasto meravigliosamente intatto risalente all’epoca romana: l’acquedotto. Il suo non essere stato manomesso in alcun modo durante i periodi più bui della cittadina è sicuramente da ricondurre anche al fatto che sia rimasto “nascosto” per molti anni.
L’acquedotto infatti corrisponde proprio al tratto iniziale dell’antico acquedotto romano di cui parlava lo storico, scoperto nel 1779, e che scendeva fino all’antica città romana, dove con tutta probabilità si trovavano anche le terme in cui confluivano le sue acque.
L’acquedotto è un magnifico esempio dell’ingegno dell' epoca romana. Il cunicolo è interamente scavato a mano nell’arenaria: alto 2 metri, con uno sviluppo di circa 60 metri e una pendenza tra l’1 e il 2 %. La sua forma a “V” garantiva, nei momenti di siccità, di avere acqua a sufficienza nella parte bassa del cunicolo (di circa 35-40 cm, quindi molto più stretta rispetto alla parte più alta), convogliando l’acqua più velocemente a valle. Nei periodi di grandi piogge, invece, quando il livello dell’acqua si alzava, l’allargamento del cunicolo (fino a un massimo di circa 90cm) permetteva un deflusso più lento e controllato.


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