Verdicchio

Il settore che, tuttavia, è riuscito con piú efficacia ad essere il filo rosso che ha unito le varie fasi storiche e economiche di Cupramontana, è certamente quello legato alla viticultura. È impensabile scindere la storia e l’immagine di Cupramontana da quella della vite. Ad oggi l’immagine economica di Cupramontana è legata alla produzione di Verdicchio D.O.C., dello spumante, e alla loro commercializzazione, ed è valorizzata dalla vivacità dell’Associazione Strada del Gusto (www.gustocupramontana.it). Creata dalla collaborazione delle dieci cantine vinicole cuprensi, l’associazione riesce a promuovere il Verdicchio e lo spumante al di là dei confini comunali, esaltando le caratteristiche uniche di ogni cantina. Cupramontana non è la sola produttrice del grande Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma fin dalle prime testimonianze ha sicuramente giocato un ruolo importante nella sua produzione. Comparse per la prima volta nel Catasto del 1471, le cosiddette “terre vignate” (da diversificare dalle terre campive e olivate) erano sicuramente valutate di più rispetto alle altre culture, perfezionando negli anni anche le tecniche di cultura (dal XVI secolo, ad esempio, si parla di “terra arborata cum la vite” che prevedeva la vite maritata con l’acero campestre).

La vera innovazione avvenne però grazie alle famiglie lombarde e venete che, a fine Quattrocento, occupando i terreni vuoti della Vallesina, con tutta probabilità introdussero il vitigno che oggi chiamiamo verdicchio. È infatti grazie a recenti analisi genetiche che possiamo considerare ormai certa la derivazione del Verdicchio dal Trebbiano di Soave (Verona).
La denominazione verdicchio non ha avuto uno sviluppo così chiaro, e le prime testimonianze dell’utilizzo di questo nome risalgono alla prima metà del Cinquecento. Il nome deriva chiaramente dall’acino e dal grappolo d’uva che mantengono sfumature di verde anche in piena maturazione.

Nonostante la derivazione veneta, il verdicchio è ormai considerato un vitigno autoctono avendo assorbito ed assimilato le caratteristiche geomorfologiche e le condizioni microclimatiche del nostro territorio. Una caratteristica peculiare del Verdicchio di Cupramontana è la capacità di produrre un vino inconfondibile e unico a seconda della specificità dei terreni e dell’esposizione solare delle diverse contrade (in particolare le contrade di S. Michele, Valle, Colonnara, Carpaneto, Paganello, Posserra, Salerna, Mandriole, per l’esposizione solare e Follonica, San Marco, Pietrone per la composizione dei terreni). Questa qualità permette una certa riconducibilità dei vini ai diversi versanti di provenienza, fregiando il Verdicchio di Cupramontana di una spiccata fedeltà territoriale.
Nella primavera successiva alla vendemmia, è possibile gustarlo nella sua fragrante e sapida giovinezza e quando l’affinamento prolungato in cantina prevede un imbottigliamento in estate o a fine estate, ecco il Verdicchio che offre un grande equilibrio gustativo, frutto di una maturazione che generalmente avviene con una sosta del vino in vasca e/o in serbatoi di acciaio e talvolta in grandi botti di legno.
E per un prodotto così prezioso come il Verdicchio, Cupramontana dedica un’intera notte alle degustazioni nel “Salotto del Verdicchio”, accompagnate da musica, stand gastronomici e aria di festa. In pieno clima estivo, la data coincide con il terzo sabato di luglio, la Notte del Verdicchio è una vera anteprima della festa più grande che anima il centro di Cupramontana, la Sagra dell’Uva.

Ma Cupramontana non è solo Verdicchio: sebbene con una tradizione più recente, anche lo spumante ha trovato il suo spazio all’interno del panorama enologico cuprense.

Cupramontana: Capitale del Verdicchio Grazie alla sua lunga tradizione enologica, nel 1939 per la prima volta Cupramontana venne chiamata “capitale del Verdicchio”, appellativo che diventò motivo di vanto per la cittadina. Il quotidiano nazionale La Tribuna, infatti, riconobbe la passione dei viticoltori nella coltivazione della vite e nella cura della vinificazione, e la varietà rintracciabile in tutte le contrade del territorio. Il verdicchio prodotto a Cupramontana mantiene la propria individualità organolettica ma anche la caratterizzazione della contrada stessa nella quale viene coltivato: tutte le contrade del territorio riuscivano ad esprimere nel passato, come nel presente, un prodotto inconfondibile. Ad oggi, la tradizione storica vinicola si fonde con le innovazioni colturali, favorendo l’entrata di alcuni vigneti bio di Cupramontana nel Terroir Marche.

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