
Più a sud ti sposterai in Italia, più troverai una danza ritmata e coinvolgente; Le Marche non fanno eccezione, e infatti abbiamo anche il nostro ballo tipico regionale. Si chiama “Saltarello”, dalla parola saltare. I movimenti di base sono infatti un incessante salto di uomini e donne su una melodia molto ritmata.
La prima testimonianza di Saltarello risale alla metà del XIV secolo con una trascrizione musicale oggi conservata al British Museum di Londra. Antonio Cornazzano cita il Saltarello nel suo vademecum sull'arte della danza del 1465 come uno dei quattro movimenti fondamentali della danza nobiliare rinascimentale (insieme a piva, bassadanza e quaternaria). Solo nel Seicento e nel Settecento la gente comune dell'Italia centrale e settentrionale praticava un ballo chiamato Saltarello.
Eppure non è chiaro in che modo il ballo “nobile” differisse da quello popolare. Nell'età della mezzadria si era soliti ballare e suonare musica popolare nell'aia, dopo il periodo della vendemmia.
Il Saltarello si balla solitamente in coppia, sia donna-uomo, ma anche uomo-uomo o donna-donna. Gli strumenti che vengono suonati lungo le danze sono diversi in ogni parte della regione, ma tradizionalmente possiamo trovare un semplice tipo di fisarmonica e tamburello.
Oggi, grazie a gruppi di ballo come “Il Massaccio” a Cupramontana, questa tradizione popolare è mantenuta viva anche tra le giovani generazioni. Solitamente il Saltarello accompagna ogni momento saliente di Cupramontana, ma la loro migliore esibizione è sicuramente lasciata per la Sagra dell'Uva


